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L’alcol e la nostalgia: struggente il nuovo romanzo di Mathias Enard

Autore: Marina Bisogno
Testata: L'Indiependente
Data: 8 gennaio 2018
URL: http://www.lindiependente.it/mathias-enard-alcol-nostalgia/

C’è una fase della vita in cui l’amore ha il sapore dell’assoluto e in mezzo a quel battere di cuore si fanno spazio sentimenti altrettanto giganteschi come l’amicizia. Ma non un’amicizia qualunque. Un’amicizia da “tutti per uno, uno per tutti”, quella per cui si condivide il sonno, la tristezza, la gioia, margini di sregolatezza e si finisce per amare lo stesso cielo, le stesse parole, la stessa persona. Cosicché l’amicizia degenera e si finisce col patire, in ogni caso. Di tutto questo racconta Mathias Enard, scrittore, già vincitore del premio Goncourt nel 2015, nel suo attesissimo nuovo libro L’alcol e la nostalgia (edizioni e/o, traduzione dal francese di Yasmina Melaouah).

È un romanzo breve, dal registro espressivo poetico. La voce narrante è di Mathias, che una notte riceve una telefonata da Mosca. A chiamarlo è Jeanne, la sua ex compagna. Gli dice che Vladmir, amico di Mathias e compagno di Jeanne, è morto. Il ritorno in Russia per accompagnare in treno la salma di Vladmir fino in Siberia, nella sua terra natia, è l’occasione per rivivere ogni cosa: la storia d’amore con Jeanne, il loro ultimo viaggio a Lisbona, la decisione di lei di partire alla volta di Mosca, il tentativo di Mathias di raggiungere Jeanne a Mosca, l’amicizia tra Mathias e Vladmir, la passione di Jeanne per Vladmir e la fine di una convivenza a tre per dodici mesi in una casa che si rivela una trappola emotiva. L’intera narrazione si basa su continui flashback, man mano che il treno compie il suo viaggio. Mathias si rivolge direttamente a Vladmir: il risultato è una scrittura epistolare, lirica, trasognata.

“Alla fine a Lisbona ci siamo andati, Jeanne era distratta, era già altrove, chissà se in quel momento pensava a te, chissà se sapeva che ti avrebbe ritrovato, non lo so (…). Sei fatta per la Russia, ho detto. Piantala, diceva. Piantala, cerchi solo di farmi sentire in colpa, di farmi star male all’idea di partire. Non è colpa mia se te ne vai, ho detto”.

Sono anni di poesie, letture, passeggiate, droghe, alcol. Quando Jeanne presenta Vladmir a Mathias, quest’ultimo ha già inteso quanto c’è da intendere: la sua storia d’amore con Jeanne è sfumata nel vento. Ciò che ancora ignora è che lei finirà tra le braccia del ragazzo che diventa in pochissimo tempo uno dei suoi più cari amici. Nel resoconto a cuore aperto che Mathias rivolge a Vladmir ci sono nostalgia, amarezza, ma anche risate e prese di coscienza.

I loro destini si legano nel meglio della giovinezza: due uomini e una donna – come in quei triangoli amorosi tanto cari alla letteratura (pensiamo, ad esempio, a Jules e Jim di Henri-Pierre Roché, a Le braci di Sándor Márai, a Chi di noi di Mario Benedetti) – che vivono all’impazzata, si scambiano la pelle, si fanno del male, si separano per poi scoprire che la lontananza è un nodo in gola. L’alcol e la nostalgia nasce come fiction radiofonica per France Culture. Enard l’ha scritta sulla Transiberiana fra Mosca e Novosibirsk. Il fatto che il personaggio narrante si chiami Mathias, come lui, e che il libro sia dedicato ad una certa Jeanne fa pensare che si tratti di fatti reali.