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Ritorno a Mosca con fantasmi

Autore: Maria Camilla Brunetti
Testata: Il Reportage
Data: 12 gennaio 2018

È una parola visionaria, erudita, sapiente e straziata quella a cui ci ha abituati Mathias Enard, premio Goncourt 2015 per Bussola, un libro in cui descriveva le ferite della storia d'amore tra Oriente e Occidente. In L'alcol e la nostalgia Enard ci trasporta invece in Russia, in un viaggio che non sembra potere avere fine verso il gelo delle immensità siberiane. Ci troviamo in una Mosca soffocata da un amore impossibile di giovinezza, quella da cui l'autore parte accompagnando l'amico Vladimir nel viaggio ultimo che ne porterà la salma al suo paese di origine, in Siberia. Una Mosca sommersa dal dolore di tre giovani amici, una donna e due uomini, che anni prima camminavano insieme travolti dalle folate di neve, ebbri di alcol e di oppio, in un triangolo amoroso che li avrebbe distrutti, su enormi viali disumani e sfiniti. "Vladimir", è questa l'unica parola che Jeanne pronuncia in un soffio di voce al telefono all'amico tornato a Parigi e di cui non aveva più notizia da anni. Vladimir si è tolto la vita. E così Mathias (alter ego di Enard) decide di tornare in Russia, alla Mosca della loro giovinezza, in un viaggio a ritroso in giorni di gelo e dissoluzione in cui il bianco della neve riusciva a coprire ogni cosa ma non il dolore, non le ferite e la solitudine, tra i fantasmi di gulag e deportati russi, di scrittori ribelli, con il ricordo-ossessione di viaggiatori e di uomini che si sono perduti.