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Lize Spit – Si scioglie

Autore: Gianluigi Bodi
Testata: Senzaudio
Data: 15 gennaio 2018
URL: http://senzaudio.it/lize-spit-si-scioglie/

Diciamoci la verità. Quando uno pensa ad una letteratura nazionale gli più venire in mente la letteratura francese, quella tedesca o quella russa. Magari ha cavalcato l’onda di Stig Larsson e si è appassionato alla lettura svedese, ma è difficile che uno pensi alla letteratura belga. Male. I buoni libri sono ovunque. A me ad esempio è capitato tra le mani questo “Si scioglie” di Lize Spit. Una che in patria nutre di una grandissima considerazione e che da noi si è appena affacciata. Il libro pubblicato dalla casa editrice E/O e tradotto molto bene dal nederlandese da David Santoro racconta la storia di Eva. Incontriamo Eva quando lei ha già superato la ventina, ma il nucleo del romanzo ha luogo parecchi anni prima. In un paese delle fiandre chiamato Bovenmeer è successo qualcosa di molto brutto ad uno degli amici di Eva. Ecco quindi che Lize Spit ci fa ripercorre due linee temporali. La narrazione di quanto è avvenuto nel periodo dell’infanzia sembra avere ripercussioni immediata in ciò che leggiamo del presente, come se la Spit stesse giocando con l’effetto farfalla (quello cosa di cui avrete sentito parlare milioni di volte in cui se una farfalla sbatte le ali da una parte del mondo, dalla parte opposta succede un casino). Eva è quello che è anche e forse soprattutto per ciò che è successo e la struttura del romanzo, che lascia intravedere all’inizio e poi via via svelare con il dipanarsi della trama un mistero che coinvolte la città stessa di Bovenmeer, ci permette di addentrarci nelle profondità della solitudine di questa ragazza. Possiamo indagare il rapporto che Eva ha con gli amici Pim e Laurens, la loro relazione con la tragedia e l’ingresso di un elemento femminile destabilizzante. Possiamo osservare la famiglia sgangherata di Eva e cercare di capire quanta parte della solitudine che li prova arrivi da loro. Il libro regala momenti di angoscia esistenziali che non credo sia possibile respingere. I tono è spesso asfissiante, cupo, quasi come quei cieli carichi di neve che minacciano di rovesciarsi su di noi. La scrittura della Spit è davvero notevole, oltre ad essere molto piacevole, mantenere il timone a dritta per tutto il romanzo. Tracciando una strada stilistica molto consapevole. Il libro supera le 450 pagine e la bravura di Lize Spit sta anche nel fatto che queste pagine volano via veloci come se tutto fosse naturale e famigliare. Come se la profonda solitudine di Eva fosse la nostra stessa solitudine e soprattutto come se la letteratura fiamminga fosse molto più vicina a noi di quanto potessimo immaginare.