Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Se la piccola provincia si trasforma in una trappola

Autore: Tiberio Crivellaro
Testata: La Sicilia
Data: 3 aprile 2018

Attraverso una lingua colma di venature dialettali, tuttavia classica, letteraria, lo scrittore Sacha Naspini, nativo di Grosseto, col suo ultimo romanzo "Le case del malcontento" (E/O Edizioni), offre consistenti e potenti segni relativi a un'epoca rurale, al contempo anche universalmente non il solo. Libro suggestivo con tendenze al "giallo", al thriller psicologico, a una memoria storica con inclinazioni al noir. Il tema si svolge in un borgo millenario (denominato Le Case) incastonato come una gabbia tra le rocce maremmane. Una specie di "trappola" provinciale fatta di un microcosmo per abitanti-personaggi apparentemente privi di alcun spessore. Fino a quando la mini comunità viene sconvolta dal ritorno di Samuele Radi nato e cresciuto nel borgo e poi emigrato altrove. Il suo ritorno innesca, in modo quanto mai unico la rimozione storiografica del paesello dove ognuno vive il suo destino tra sprechi, aspettative senza speranza, passioni e giochi d'amore e morte mostrando mille oscenità. "Le Case" cova segreti imprevisti, inconcepibili: là si ammazza, si disprezza, si tramano vendette e si spendono fortune. Si vive di superstizioni, si vendono pure figli. Si tradisce, si ruba. Un vero e proprio girone infernale. Ma anche ci si rifugia, si cerca riscatto nei confronti di una vita maledetta. Eppure, inaspettatamente e incredibilmente, anche si ama. E Samuele Radi? Quale parte avrà in questo raccapricciante teatro di maschere? Attore, regista, spettatore, impresario con o senza scrupoli? Queste sono le domande che tale storia riserva: districabile solo leggendolo. L'autore, indubbiamente ha il talento di scuotere il lettore. Nella scrittura le sue esperienze cinematografiche diventano preziose.