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“Le Case del malcontento.” (Sacha Naspini)

Testata: Lcomelibro
Data: 17 maggio 2018
URL: https://lcomelibro.wordpress.com/2018/05/17/le-case-del-malcontento-sacha-naspini/

Sacha Naspini e il suo Le Case del malcontento sono stati per me una fantastica rivelazione. Non conoscevo l’autore e non avevo mai letto nulla prima di questo romanzo, e adesso so che andrò a recuperare il più possibile, perché sono stata veramente conquistata dal suo stile brillante e coinvolgente.

Le Case del malcontento è un lavoro geniale, che, con una lingua che si sente parlare e di cui si riesce a cogliere ogni sfumatura, sorprende pagina dopo pagina, svelando segreti inimmaginabili, prendendo pieghe che più di una volta lasciano senza fiato, e portando alla luce ombre delle quali non si era nemmeno colta l’esistenza. E’ un romanzo lungo, quasi 460 pagine, che tiene sempre, non stanca mai, anzi, nella sua coralità, è un crescendo di rivelazioni, indizi, emozioni, che ti fanno entrare nel profondo di ogni protagonista portandoti ad amare ognuno e ciascuno per motivi sempre diversi.

Le Case è un vecchio borgo, incastrato tra le rocce della maremma toscana, è un intrico di vie, case, botteghe, bar, piazze, curve pericolose, tabaccai, partite a scacchi, bicchieri di vino, persiane chiuse, campanili, porte che nascondono stanze che rigurgitano solitudini brutte ed irrimediabili, un luogo che sembra respirare autonomamente, un battito sincrono con tutti i battiti dei suoi abitanti, un mostro che dorme e si alimenta nel sonno delle anime che stanno lì incastrate, fino ad arrivare al punto di implodere e fagocitare se stesso e tutti, è un posto che vive della sua tranquilla e silenziosa apparenza, ma che nasconde baratri maledetti che a guardarci dentro, come fa Naspini, ci si perde l’anima senza ritorno.

Pagina dopo pagina va in scena uno spettacolo fatto di tanti attori, ognuno con la propria trama, che si incrocia, si mischia e si abbarbica a quella di tutti gli altri, dando vita ad un’unica grande storia che si svela, scena dopo scena, lentamente, ma con il fragore di un boato inaspettato, ad un pubblico rapito e attonito.

Le Case del malcontento è un capolavoro di genio e meraviglia, allegoria di una vita costantemente in bilico tra la luce e il buio, tra ciò che si vede e ciò che, per paura, vogliamo tenere nascosto soprattutto a noi stessi, come quel mostro di cui, finché non si parla, non esiste veramente. Ma esiste. E’ lì che dorme. Fino a quando, un giorno, si sveglierà e ti mangerà in un solo boccone.