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Ferrante, grandezza a misura di rione

Autore: Antonio D'Orrico
Testata: Corriere della Sera - La Lettura
Data: 9 settembre 2018

Peppino Patroni Griffi fece un celebre spettacolo, Napoli: chi resta e chi parte, dedicato a Raffaele Viviani, grande commediografo e grande napoletano. Elena Ferrante ha intitolato Storia di chi fugge e di chi resta il terzo volume della sua quadrilogia e non credo che sia una coincidenza. Nella terza stagione dell'«Amica geniale», Elena Greco, il personaggio che narra, lascia Napoli e va a Firenze per accorgersi, ben presto, che a Napoli si resta per sempre, che dal Vesuvio non si fugge mai. Elena si illude di aver preso il largo, nella sua vita accadono cose nuove e importanti (diventa scrittrice di successo, si sposa, mette al mondo due figlie), eppure l'onda dei suoi sentimenti la rigetta continuamente a riva, al rione che l'ha cresciuta, al logorante rispecchiamento (anche in assenza) con l'amica Lila. Lontana da Napoli, Elena Ferrante racconta in maniera meno convincente e convinta, con un sapore di atto dovuto: forse perché questo è il romanzo più politico della serie (anni Settanta, terrorismo, femminismo). L'autrice perde a tratti il suo piglio ormai inconfondibile, sembra doversi (volersi?) sottoporre a un esame severo. È sempre difficilissimo scrivere romanzi politici senza che diventino ricadute meccaniche dei fatti pubblici sui destini privati, della Storia collettiva sulle storie individuali. L'eccezione recente alla regola è Lavoro a mano armata di Pierre Lemaitre, reinvenzione autonoma e travolgente della crisi economica che ha cambiato il mondo. Ho voglia di mettere i puntini sulle i, ho voglia di fare l'avvocato del diavolo, la bravura di Elena Ferrante resta comunque straordinaria. Però la sua verità artistica è quella del rione, quella che le detta frasi così: «Per ultima si mostrò mia madre, il rumore del suo passo sghembo ci raggiunse subito dopo quello dello scarico del cesso». Un'entrata in scena teatrale e minacciosa che non ha nulla da invidiare a quella indimenticabile di Long John Silver nell'Isola del tesoro.