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Il filo a segmenti neri che dà senso alla vita

Autore: Antonio D'Orrico
Testata: Corriere della Sera - La Lettura
Data: 16 settembre 2018

Elena Ferrante poggia sul gioco (nell’accezione meccanica della parola: il movimento dei pezzi dentro un congegno) dei desideri opposti delle protagoniste. Elena Greco vuole «scriversi», lasciare con i libri una traccia di sé. Lila Cerullo vuole «cancellarsi», non lasciare orme del suo passaggio sul pianeta. Essere o non essere? In una pagina della Bambina perduta, Lila dice a Elena che, nella tastiera del computer, «il tasto che preferisco è quello che serve a cancellare». Un’altra volta, Lila ribatte all’amica, convinta che la vita abbia un senso, irridendone proprio la scrittura, l’attività a cui Elena ha consacrato l’esistenza: «Il senso è quel filo a segmenti neri come la merda di un insetto?». Frase che sottintende il vecchio e popolare modo di dire meridionale («cacatine di mosca») per indicare una brutta calligrafia. Elena Ferrante odia i link biografici, ma è impossibile non notare che lei stessa ha incarnato nella vita il conflitto della sua opera: ha scritto e contemporaneamente si è cancellata, negandosi al mondo come Salinger. Nella puntata conclusiva, Elena Greco torna a Napoli, addirittura nel rione (unità di misura della sua storia) che aveva rinnegato. Si ricongiunge a Lila (che le ficca «spilloni nel cuore, ma a fin di bene») mentre, intorno alla loro amicizia «splendida e tenebrosa», crolla il mondo, quello piccolo del quartiere e quello più grande, e non solo per il terremoto che abbatte Napoli. Si consumano vendette, si commettono tradimenti, si compiono sacrifici umani (la bambina del titolo), in un nodo scorsoio di droga, malavita e terrorismo. E il romanzo di riferimento, più che Piccole donne, è Tom Jones (con il rione che diventa la locanda di Upton dove si intrecciano i destini dei personaggi). Il finale sembra celebrare un ricordo d’infanzia che però, all’improvviso, assume i contorni di un rito vudù ficcando così l’ultimo spillone nel cuore di Elena e di noi lettori.