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Qual è la via del vento

Testata: Volevo essere Jo March
Data: 1 ottobre 2018
URL: https://volevoesserejomarch.blogspot.com/2018/10/qual-e-la-via-del-vento.html

Qual è la via del vento di Daniela Dawan (e/o) racconta nella prima parte di Micol e dei suoi che fuggono dalla caccia all’uomo scatenatasi nelle vie di Tripoli nel 1967, quando l’affermazione di Nasser in Egitto provoca un’estesa ondata antiebraica, e nella seconda del ritorno della protagonista in Libia nel 2004. È un romanzo a due facce, storico e familiare: da una parte l’accurata ricostruzione dei fatti e del clima politico in Libia al momento dei disordini e poi sotto Gheddafi, dall’altra una tragedia su cui è caduto il silenzio, la morte di una sorella mai conosciuta. Micol ha nove anni quando il mondo le crolla addosso. Il suo paese è diventato una trappola, bisogna andar via: dopo i primi concitati momenti (nessuno va a prenderla a scuola, le tocca passare la notte con una suora) la sua famiglia si rintana dai nonni con altri parenti e appena un amico arabo procura i visti si prende l’aereo per l’Italia. Dawan ricostruisce con ricchezza di particolari la saga della famiglia Cohen, il matrimonio precoce tra Virginia e Ruben, lo scontro tra lo spirito libero dei familiari di lei e il tradizionalismo di quelli di lui, il radicamento dell’uomo nella vita tripolitana, il suo annientamento in esilio. Dopo la morte della prima figlia Leah, la coppia ha avuto Micol; sarà il viaggio fatto da adulta in Libia a chiarire a questa i contorni di una vicenda rimasta oscura per anni. Avrebbe giovato a questo libro pieno di cose da dire una revisione dei dialoghi, troppo artefatti e libreschi, e un alleggerimento dei dettagli della missione di Micol adulta insieme ai vecchi espatriati.