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Il romanzo d'esordio di Sharlene Teo

Autore: Erika Pucci
Testata: Versilia Today
Data: 2 gennaio 2019
URL: https://www.versiliatoday.it/2019/01/02/cielo-singapore-recensione-libro/

‘siamo bloccati su una Terra calda e orribile, e la situazione non fa che peggiorare. Ma voglio comunque tenere sempre a te. Che tu possa essere al sicuro, che tu possa provare pace. Che tu possa avere una lunga vita incasinata e piena d’amore’

Singapore. La storia alterna la storia di Amisa e Circe, amiche tormentate, e di Szu, madre della prima e attrice lanciata nel mondo della celebrità cinematografica grazie al film “Ponti” in cui interpreta una donna mostro appartenente alla mitologia del sud est asiatico.

Iniziata nel 2003, la storia viene catapultata nei giorni nostri quando grazie a un remake del film citato, Circe si trova a fare i conti col passato, il rapporto con le due donne, i sensi di colpa, mentre è alle prese con il proprio complicato divorzio.

La vera protagonista della storia, raccontata con grande capacità descrittiva orientata da un profondo calore umano, è la civiltà di Singapore e i ritmi frenetici di cambiamento che hanno caratterizzato gli ultimi venti anni della sua storia. In questo senso, la storia della produzione cinematografica che emerge dall’intreccio delle tre donne, è un esempio esplicativo di sviluppo e cambiamento vertiginoso: il cinema con le sue maestranze, la sua industria, il suo marketing, diviene paradigma di un cambiamento economico e sociale di grande rilevanza e portata internazionale.

Fondamentale è anche il mito di Pontianak, protagonista del film oggetto del libro, perché attraverso questa rievocazione l’autrice riesce a affrontare con determinazione il tema della violenza di genere, il fattore del corpo nell’era post femminista con grande risolutezza e sensibilità. Gli stessi strumenti di analisi critica vengono impiegati nella narrazione per raccontare come i mass media si pongono davanti all’invecchiamento del corpo femminile. La centralità dei ruoli femminili e dei personaggi principali rappresentati dalle donne è una scelta consapevole dell’autrice come risposta a stereotipi e prevaricazioni che esistono anche nel mondo della scrittura.