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Gli Scomparsi di Chiardiluna: 5 Motivi per leggerlo

Autore: Erika Pomella
Testata: Movietele
Data: 9 gennaio 2019
URL: https://www.movietele.it/post/gli-scomparsi-di-chiardiluna-5-motivi-per-leggerlo

Fidanzati dell'Inverno, lo scorso anno, rappresentò una scommessa vincente da parte della casa editrice, che scelse il titolo della scrittrice nativa di Cannes per allargare il proprio catalogo anche ad un'offerta che fosse fantasy, di chiara derivazione steampunk, e indirizzata a un pubblico abbastanza giovane. Il titolo young adult riscosse immediatamente un buon riscontro nei lettori di riferimento, ottenendo anche buonissime critiche da parte della stampa. A colpire era, soprattutto, l'originalità della storia e la potenza immaginifica di un mondo fantastico di chiaro appeal.

Con Gli Scomparsi di Chiardiluna la Dabos abbandona il bisogno di dover necessariamente spiegare personaggi e meccanismi per far adattare il lettore e si lancia invece in un racconto che inizia in medias res, che ci conduce subito all'interno della storia di Ofelia, nata e cresciuta nell'Arca di Anima e promessa sposa di Thorn, intendente della Città-Cielo dell'Arca del Polo. Thorn è uno dei pochi superstiti della dinastia dei draghi; Ofelia, invece, sa attraversare gli specchi ed è una lettrice. Riesce, infatti, a leggere la storia di un'oggetto solo toccandolo. Qualità, questa, che di certo non sfugge alla corte della Città-Cielo, dominata dalla presenza di Faruk, spirito famiglia dell'Arca, essere immortale simile a un Dio, ossessionato da un misterioso libro e che, proprio in questo secondo volume, eleggerà Ofelia come sua vicenarratrice. Una sorta di Sharazade un po' goffa e spaventata che si troverà, quasi suo malgrado, a dover indagare su delle misteriose sparizioni a Chiardiluna.

Qui di seguito vi elenchiamo cinque motivi per continuare la saga iniziata con Fidanzati dell'Inverno o iniziarla, qualora non lo abbiate ancora fatto.

1. Il World Building

L'aspetto più fenomenale del mondo immaginato da Christelle Dabos è proprio l'ambientazione. Come si diceva qualche riga più su, questa saga ha una forte derivazione steampunk che si può evincere proprio dalla descrizione di queste arche sospese nel nulla, nuclei di esistenze che sono state separate tra di loro e vivono di vita autonoma. In questa rappresentazione di vita "a grappoli" la Dabos da veramente il meglio di sé, utilizzando un'immaginazione e una capacità descrittiva che ha fatto sì che il mondo di Fidanzati dell'Inverno fosse assolutamente originale, diverso da qualsiasi altra cosa. Pregio, questo, che viene rafforzato dalla lettura de Gli Scomparsi di Chiardiluna, dove la scoperta e la vita all'interno della corte dell'Arca del Polo permette all'autrice di giocare alla costruzione di stanze, città e teatri che sembrano strizzare un po' l'occhio al Carroll di Alice nel paese delle meraviglie (come nella scena del gioco dell'oca), ma che mantengono invariata anche l'originalità che li contraddistingue.

2. I personaggi

Sebbene i due protagonisti principali - Ofelia e Thorn - sembrano molto più vicini agli stereotipi del genere di quanto si possa credere, in realtà la saga della Dabos è molto più corale di quanto avesse fatto intendere Fidanzati dell'Inverno. Intorno a loro due ruotano personaggi e famiglie intere che sono un vero e proprio piacere per gli occhi per chi legge. Su tutti tronaggia - almeno secondo chi scrive - l'ambasciatore Archibald che, quando entra in scena, è in grado di riempire la pagina con il suo carattere e i suoi dialoghi assolutamente brillanti.

3. I Dialoghi

Questo ci conduce direttamente al terzo punto. Sebbene non si ponga mai troppo spesso l'accento su questo punto, i dialoghi sono elementi fondamentali nella buona riuscita di un romanzo di qualsiasi genere. Quando i dialoghi sono realizzati bene, il lettore non ha l'impressione di leggere delle battute, ma ha la sensazione di ascoltare i personaggi, come se stessero realmente origliando delle conversazioni. E' il caso di Fidanzati dell'Inverno e Gli Scomparsi di Chiardiluna: i dialoghi sono tutti ben strutturati, pieni di un ritmo che ti spinge a divorare le pagine. E, soprattutto, la Dabos è molto brava a diversificarli. I personaggi non parlano tutti allo stesso modo, ognuno ha un suo modo preciso di esprimersi, proprio come succede nella realtà con le persone.

4. L'originalità.

Non avete letto niente di simile a Fidanzati dell'Inverno e Gli Scomparsi di Chiardiluna. Nonostante i due libri possano avere omaggi e rimandi - oltre al già citato Alice in Wonderland è facile anche trovare una lontana parentela con il Macchine Mortali, da poco divenuto anche un film - la saga di Christelle Dabos rappresenta davvero la proverbiale aria fresca di un genere che sembrava ormai soffocato dalla numerosa offerta in lingua anglofona.

5. La storia d'amore

Si parla tanto d'amore, in questi due romanzi. In tutte le sue forme. Quello per l'arte, quello filiale, quello che lega due amici sotto forma di lealtà. Ma, naturalmente, c'è anche l'altro tipo di amore, quello che i romantici come la persona che scrive cerca sempre tra le pagine di un romanzo. L'amore tra due anime constrastanti, diverse, che sembrano non avere niente in comune. Un amore che non si contenta di essere un fragile quanto insulso instant love, ma che cresce in modo graduale, inatteso, per motivi che non sempre è facile riportare alla razionalità. Perché l'amore non è logico, non è una statistica o una probabilità. E' quello che accade, anche se non sei pronta, anche quando magari non lo vuoi.