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Se si appartiene a una terra

Testata: Corriere del Ticino
Data: 14 febbraio 2019

Qual è la via del vento» raccoglie le memorie della famiglia dell'autrice, ebrea libica naturalizzata italiana. Il suo romanzo prende avvio nel giugno 1967, quando in Israele si combatte la Guerra dei Sei giorni. Se in un primo momento i leader arabi riescono a cantare vittoria e a nascondere le sconfitte, a poco a poco la verità affiora. La rabbia delle folle arabe si scatena contro gli ebrei che si barricano in casa, cercano di scappare, i loro beni saranno espropriati. A raccontare le vicende è Micol, timida e insicura, alter ego dell'autrice. Già avvocato penalista e ora consigliere della Corte di cassazione in Italia, Daniela Dawan è nata a Tripoli e se n’è andata quando aveva dieci anni per tornarci nel giugno 2004, quando il colonnello Gheddafi cerca di riprendere i contatti con gli ebrei libici. Un romanzo che racconta un frammento di storia e fa riflettere. La fede? Aiuta nelle difficoltà dell’esistenza. E il messaggio che il padre consegna alla figlia, sul letto di morte, è di non darsi mai completamente né a un amore né a una causa. Riservati sempre qualcosa che sia solo tuo, intimamente tuo che nessuno possa portarti via. Non appartenere a nessuno. E infatti Micol non si era fatta una famiglia. Ma poi nella vecchiaia non è bello essere soli, l'indipendenza allora si tramuta in solitudine.