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Diario di bordo nell'oceano della depressione: il "nuovo libro" di Matt Haig

Autore: David Valentini
Testata: CriticaLetteraria
Data: 22 giugno 2020
URL: https://www.criticaletteraria.org/2020/06/haig-ragioni-per-continuare-a-vivere.html

La cosa strana della depressione è che, anche se aumentano i pensieri suicidi, la paura della morte rimane la stessa. L’unica differenza è che il male di vivere cresce rapidamente. Perciò, quando sentite di qualcuno che si è suicidato, sappiate che la morte non gli faceva meno paura. Non è stata una “scelta” nel senso morale del termine. Fare del moralismo significa fraintendere la questione. (pp. 28-9) Su questo nuovo libro di Matt Haig occorre una premessa: pubblicato nel Regno Unito nel 2015, viene portato in Italia da Ponte alle Grazie nello stesso anno. A maggio 2020 la e/o ripubblica il testo, dopo aver dato alle stampe il bellissimo Come fermare il tempo (2018) e Vita su un pianeta nervoso (2019; ne abbiamo parlato in questa recensione). Il lettore dunque potrebbe trovarsi confuso nel leggere un libro che tratta un argomento simile, ma da una prospettiva “precedente”, rispetto a uno uscito poco prima. In effetti Vita su un pianeta nervoso affronta tematiche simili a quelle di Ragioni per continuare a vivere: oltre alla depressione, aggiunge argomentazioni intorno all’ansia, agli attacchi di panico e, in generale, alla difficoltà di raggiungere la felicità vivendo su un pianeta che sembra fare di tutto per sottrarci il poco tempo che abbiamo. Quest’ultimo libro sembrerebbe dunque una sorta di passo indietro rispetto alla consapevolezza raggiunta in quello precedente. Ragioni per continuare a vivere è tuttavia stato scritto prima, e risulta essere una sorta di diario di bordo del lungo viaggio di Matt Haig sull’oceano della depressione. Haig, già romanziere, ha voluto cimentarsi su suggerimento di una sua cara amica nella scrittura di un testo che fosse un ibrido fra un saggio, un memoir e un manuale di self-help. Invertire l’ordine di lettura dei due testi sarebbe dunque ottimale per seguire il percorso dell’autore, che dal tema della depressione arriva a confrontarsi con la società in cui viviamo e sui motivi della nostra infelicità. I due testi sono strettamente connessi anche per il modo in cui sono stati scritti: a momenti di narrazione autobiografica, Haig affianca dati scientifici, note personali, pensieri sparsi e, soprattutto, le immancabili liste che tanto facilitano la lettura e danno il senso e la misura di ciò che si sta leggendo. «Il mio libro» scrive l’autore nell’introduzione, «sarebbe stato tante cose insieme. Sarebbe stato quello che doveva essere» (p. 6): questa ibridazione ha un sapore tutto particolare che in qualche modo sfonda gli schemi classici della letteratura di genere: Ragioni per continuare a vivere è un libro che vuole affrontare un argomento spinoso senza impantanarsi nelle difficoltà e nella verbosità di certe scritture scientifiche; ma è anche un libro che, narrando dall’interno l’esperienza della depressione, vuole entrare subito in contatto col lettore, sia questo qualcuno che soffre di questa terribile malattia, sia questo un suo parente, un amico, un compagno. Della delicatezza, del dialogo e della leggerezza Haig fa i propri cavalli di battaglia. Chi cerca risposte concrete alla cura della depressione resterà deluso: qui non si offrono – né sarebbe possibile offrirne – soluzioni semplici a un problema complesso. Si offre piuttosto una prospettiva positiva, ottimista, un modo per provare a parlare del problema senza cadere nelle maglie della retorica o della superficialità. I quaranta consigli che Haig dispensa nel capitoletto «Come vivere» (pp. 266-71) non servono a uscire dalla depressione bensì a vivere una vita più distesa e tranquilla. E valgono per tutti, non solo per chi è depresso, tant’è che alcuni di questi vengono ripresi e sviluppati tre anni dopo in Vita su un pianeta nervoso. Parliamo di cose semplici, immediate, quasi banali da leggere: eppure, come Haig stesso ammette in diversi momenti, è stato proprio l’aver trascurato – dimenticato – questi momenti banali uno dei motivi della sua infelicità. Non troveremo forse la soluzione per la pace perpetua, e tuttavia lavorare di meno, ascoltare di più, osservare e ascoltare la propria mente, evitare preoccupazioni inutili, imparare dal passato senza avere un rapporto conflittuale col tempo (e qui chi ha letto Come fermare il tempo avrà di certo un sussulto) e stare all’aperto quando possibile sono tutte cose che possiamo fare senza troppo sforzo. Consigli banali, appunto, eppure immediati, come immediata è la scrittura di Haig. Ragioni per continuare a vivere è dunque un bel testo che non mira a dare risposte ultime e definitive ma che fa bene alla salute del lettore. La trasparenza dell’autore, il suo rivolgersi come un amico, la spontaneità dei consigli che elargisce come piccoli tesori ne fanno un ottimo narratore.