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Fariba Hachtroudi

L’uomo che schioccava le dita

Fariba Hachtroudi

L’uomo che schioccava le dita

gennaio 2015, pp. 144
ISBN: 9788866325710
Traduzione: Alberto Bracci Testasecca
Area geografica: Letteratura dell'Iran
Collana: Dal Mondo
Disponibile in ebook Disponibile in ebook Disponibile in ebook
€ 16,00
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Il libro

«L’autrice ci accompagna dentro un’opera che è al tempo stesso romanzo d’amore e testimonianza politica di grande ricchezza».
L’Express


Nella più sordida prigione di uno stato in cui non è difficile riconoscere l’Iran, terra d’origine dell’autrice Fariba Hachtroudi, la prigioniera 455 è un mito. Ogni giorno, bendata, viene torturata crudelmente, con sadismo. Eppure non parla, resiste. Troppo, per i suoi carnefici. Crede che sia giunta la sua ora quando un uomo misterioso la libera dall’incubo con un semplice schiocco delle dita. La prigioniera 455 non lo vede in faccia, ne intuisce appena la camminata. Anni dopo, al sicuro in un paese europeo, le basterà per riconoscere l’uomo venuto a chiedere asilo politico, un ex colonnello in fuga dal loro comune paese d’origine. È l’inizio dei ricordi, due vite su fronti opposti, entrambe vittime di un grande amore spezzato. Ma è anche l’inizio della libertà.

L'autrice

Fariba Hachtroudi
Nipote dello sceicco Esmaïl Hachtroudi, leader religioso molto rispettato in Iran, deputato nel Parlamento che ha partecipato alla Costituzione del 1906 e difeso la laicità e la tolleranza, Fariba Hachtroudi è la figlia del grande matematico e filosofo Mohsen Hachtroudi, più volte in odor di Nobel e grande autorità morale, attivo sul fronte della difesa dell’uguaglianza tra uomini e donne. Nata in Iran, Fariba ha vissuto in Francia fin dalla sua adolescenza. Dopo un dottorato in Archeologia, è diventata giornalista e ha fatto la reporter durante la guerra Iran- Iraq, pubblicando numerosi reportage sull’Iran e sui diritti delle donne. Il suo primo romanzo, Iran, les rives du sang, ha ricevuto il Gran Premio dei Diritti dell’Uomo nel 2001. Ad esso sono seguiti nuovi reportage, come Les femmes iraniennes, 25 ans d'inquisition islamiste (2004), À mon retour d'Iran (2008), Khomeiny Express (2009), ulteriori romanzi e un saggio dal titolo Ali Khamenei ou les larmes de Dieu (Gallimard, 2012). Con L’uomo che schioccava le dita è tra i dieci finalisti del Premio dei lettori del Festival dei libro di Mouans-Sartoux 2014.

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