Sergej Ejzenštejn è stato uno dei grandi geni della storia del cinema. Ha firmato capolavori come La corazzata Potëmkin, Ottobre, Aleksandr Nevskij e Ivan il Terribile. La sua parabola esistenziale e artistica corre parallela e allo stesso tempo s’intreccia con quella di uno dei più grandi eventi della storia del Ventesimo secolo: la Rivoluzione russa. Dalla geniale creatività, dalla sorprendente libertà espressiva dei primi anni successivi all’ottobre 1917, fino alla catastrofe staliniana e al trionfo totalitario, il percorso artistico di Ejzen (così veniva familiarmente chiamato Sergej Michajlovič Ejzenštejn) segue (o precede e ispira?) quello sovietico. Il suo personale rapporto con il Potere (Stalin) svela la quintessenza perversa del legame tra Artista e Tiranno.
Individuo complesso e tormentato, Ejzen si nascondeva dietro centinaia di maschere che nessuno ha mai decifrato. Creatore dei film col più alto tasso di propaganda dei primi anni del potere sovietico o di capolavori del cinema mondiale? Amante leggendario o cuore di ghiaccio? Egocentrico vittima delle sue stesse paure o grande mente scientifica? Questo libro è un invito a riflettere, a entusiasmarsi e a spaventarsi insieme, a innamorarsi di lui o a raggelare di disgusto, e a tratti semplicemente a ridere (anche a crepapelle). Del resto, è questo il ventaglio di emozioni che scuoteva chiunque abbia avuto la gioia o la sventura di conoscere Ejzen.
Guzel' Jachina
Guzel’ Jachina è nata a Kazan’, nel Tatarstan, nel 1977. È una delle voci più acclamate della narrativa in lingua russa contemporanea. Ha pubblicato tre romanzi di enorme successo – Zuleika apre gli occhi (Salani 2017), Figli del Volga (Salani 2021) e Il treno per Samarcanda, prossimamente in uscita per le nostre edizioni – tradotti in oltre quaranta lingue e insigniti di prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Libro dell’anno, il Big Book Award e il premio Jasnaja Poljana. In Italia ha ricevuto il Premio letterario internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Le sue opere sono state adattate per cinema e teatro, confermando la sua capacità unica di fondere storia, immaginazione e una profonda sensibilità. Con questo nuovo romanzo Jachina firma il suo ritratto più audace: un’inesorabile discesa – ironica, crudele, tenera – nel mistero Ejzenštejn.