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L'italiano Abdel nella Tunisi che cercava la modernità

Autore: Francesca Bellino
Testata: Il Fatto Quotidiano
Data: 15 febbraio 2017

UNA TUNISI corrotta che soffoca e castra l'intelligenza, non valorizza i suoi figli migliori e fa abortire idee e progetti fa da sfondo alla storia di Abdel Nasser detto "l'Italiano" per i lineamenti aggraziati nel romanzo di Shukri al-Mabkhout, rettore dell'Università di Manouba di Tunisi alla sua prima opera narrativa che, nel 2015, gli è valsa il prestigioso Prize for Arab1c Fiction.

Il libro, "L'italiano" (Ettalyani), uscito in Italia per E/O con la traduzione dall'arabo di Barbara Teresi, mostra la vita dei giovani tunisini tra gli anni '80 e '90 nel passaggio di potere da Bourguiba a Ben Ali che, con "un golpe militare con certificato medico", il 7 novembre 1987 sfila la presidenza al padre dell'Indipendenza. L'Italiano è bello, colto, disinibito e ribelle e lo seguiamo tra scene erotiche e sogni rivoluzionari mentre contrasta l'islamismo quando è a capo del movimento studentesco, ama donne che lottano per emanciparsi e protesta per le inchieste censurate nel giornale governativo dove lavora dopo l'università. Simboleggia la gioventù che ha cercato la modernità, ma è stata schiacciata dai sistemi oppressivi e censori e dalla parte di società conservatrice e maschilista (nonostante la politica paritaria di Bourguiba), incapace di nutrire la libertà. più brava a tradirsi e a tradire.