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Le radici dei fratelli

Autore: Goffredo Fofi
Testata: Internazionale
Data: 6 settembre 2019

"Il mondo è inutilmente complicato. Nello stesso tempo però senza tutte queste storie di merda ci annoieremmo a morte", dice Fratello grande, nella parte del libro dove è lui a parlare. Nell'altra, stampata in grassetto e laconica, parla Fratello piccolo. Nella Francia multietnica e più accogliente di altre nazioni le due voci si alternano, in un confronto forte che viene dalle loro origini, da una storia di migrazioni, adattamenti, insoddisfazioni e inquietudini, ma nonostante tutto di speranze e di ideali. Fratello grande è un autista di Uber e deve vedersela anche con la vecchia categoria di tassisti oltre che con una famiglia che fatica a rimettere radici (Guven ha madre turca e padre curdo, è nato a Nantes e ha 33 anni). Invece Fratello piccolo è infermiere, un ottimo elemento che decide di partire per la Siria con una ong e da lì torna trasformato e clandestino - questa parte è troppo veloce, mentre è ridondante quella di Fratello grande, secondo la voga del chiacchiericcio a mota libera dei narratori contemporanei - perché si è convertito al terrorismo. Le due storie tornano a farsi una, drammaticamente. La soluzione è aperta ma oggettivamente ardua. Guven ha scritto un'opera prima piena di cose interessanti, con le quali è utile confrontarsi.