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Letterature nord-africane, arabe e del Medio Oriente

Shukri al-Mabkhout

Shukri al-Mabkhout

Accademico, editorialista, traduttore e critico letterario, Shukri al-Mabkhout è nato a Tunisi nel 1962 ed è attualmente rettore dell’Università di Manouba. È autore di diversi saggi, e di due romanzi: L’Italiano, che nel 2015 gli è valso il più importante premio letterario per la narrativa araba, l’International Prize for Arabic Fiction, oltre al più prestigioso premio letterario tunisino, il Comar d’Or, e Baghanda, ispirato alla storia vera di un noto calciatore tunisino.

Tutti i libri di Shukri al-Mabkhout

Ultime recensioni

  • Profumo forte, camicia a maniche corte, Shukri al-Mabkhout mi si presenta sorridente, cordiale, disponibile di fronte a ogni domanda, ma fermo non appena si tocca una questione che gli sta a cuore. Al-Mabkhout è una personalità di rilievo in Tunisia: è il rettore dell’Università...
    — La balena bianca, 16 ottobre 2017
  • Correva l’anno 2015. Una settimana dopo aver saputo che il proprio romanzo era stato bandito dalle librerie degli Emirati Arabi Uniti, per riapparire successivamente, Shukri al-Mabkhout ha ricevuto nella capitale Abu Dhabi il più importante premio internazionale per la narrativa...
    — Minima & Moralia, 5 ottobre 2017
  • Un'educazione sentimentale propria dei nostri giorni e che, pur svolgendosi in Tunisia, non appare diversa e meno drammatica di tante parabole ideali che si trovano a finire negli ingranaggi del potere, di una amministrazione e politica corrotta, oltre che maschilista, che non...
    — Ansa, 27 luglio 2017
  • “L’Italiano” che dà il titolo a questo bel romanzo di autore tunisino, tradotto dall’arabo da Barbara Teresi (e che nel 2015 si è visto assegnare il Premio internazionale per la narrativa araba), è un giovane né italiano né emigrato nel nostro Paese. Il suo soprannome...
    — Africa, 27 luglio 2017
  • Cosa voglio leggere quest'estate.
    — Sara Cantoni - Youtube, 15 giugno 2017
  • A chi fosse interessato a immergersi nel mondo arabo contemporaneo consigliamo questo libro scritto da un critico e traduttore tunisino e vincitore dell’International Prize per la narrativa araba nel 2015. Protagonisti un giornalista, Abdel Nasser, e Zeina sullo sfondo degli...
    — Polizia moderna, 1 giugno 2017
  • Shukri al Mabkhout è uno scrittore tunisino che ha vinto due anni fa l’International Prize for Arabic Fiction, il più importante premio letterario nel mondo arabo con un romanzo ora tradotto in italiano dall'editore e/o con il titolo "L’Italiano". Il libro narra...
    — Viaggi e libri, 20 maggio 2017
  • Esistono opere che sfuggono a precise catalogazioni e che sarebbe fuorviante confinare entro steccati prestabiliti, indicandone l’appartenenza a questo o quel genere, opere capaci di risvegliare il pensiero critico e toccare in modo profondo e originale la sensibilità dei...
    — Dialoghi Mediterranei, 2 maggio 2017
  • C’è il mito dell’altrove, l’unico luogo dove i sogni, se non sono troppo grandi, possono dispiegare le loro ali. E c’è infine Tunisi con i suoi bar e le sue serate di fumo e alcol, quasi pervasa da una sorta di maledizione che deturpa la sua bellezza passata.
    — Q Code Mag, 27 aprile 2017
  • Primo romanzo tunisino a vincere il Booker prize arabo, nel 2015 L’italiano fu anche protagonista di un caso di censura
    — Internazionale, 19 aprile 2017
  • Eeppure sei anni fa, poteva sembrare una situazione immobile, e immutabile.InTunisiapiùchealtrove, e senza evidenti increspature, grandissime scosse. La stasi, l’apparente stasi di un angolo di mondo arabo, piuttosto tranquillo, un certo, relativo benessere, almeno nelle...
    — Il Sole 24 Ore, 9 aprile 2017
  • — Youtube - Sara Cantoni, 30 marzo 2017
  • L’International Prize for Arabic Fiction è il più importante premio letterario per la narrativa araba: questo romanzo se lo è aggiudicato nel 2015, e non si tratta di un riconoscimento come tanti, ma di una vera e propria attestazione dell’oggettiva, limpida e cristallina...
    — Mangialibri, 27 marzo 2017
  • Tunisi, tra gli anni ‘80 e i primi anni ‘90 che videro la fine del lungo governo di Bourghiba e il colpo di stato ‘medico’ (Bourghiba fu deposto per senilità) che portò al potere il generale Ben Ali. Anni intensi, perché la vecchiaia del Presidente a vita Bourghiba...
    — Leggere a lume di candela, 27 marzo 2017
  • CON L’ITALIANO, Shukri al-Mabkhout – editorialista, traduttore e critico letterario attualmente rettore dell’Università di Manouba – si è aggiudicato il più importante premio letterario per la narrativa araba, l’International prize for arabic fiction 2015. Il...
    — Il Reportage, 26 marzo 2017
  • Come testimonianza sulle illusioni perdute di una generazione che ha creduto nel confronto con l’Occidente e nel ruolo positivo della politica, in Tunisia e in generale nel Maghreb arabo, è una lettura necessaria.
    — L'Espresso, 26 marzo 2017
  • Quel giorno, al cimitero El-Zallaj di Tunisi era riunito l'intero vicinato: la famiglia affranta, i parenti arrivati dall'estero e tutti quelli che, da vicino e da lontano, avevano condiviso il lungo percorso di hajj Mahmud. Nel silenzio interrotto solo dalle grida di dolore,...
    — La Repubblica - Robinson, 26 marzo 2017
  • Vincitore dell’International Prize for Arabic Fiction 2015, L’Italiano di Shukri al Mabkhout, che esce ora da e/o nella traduzione di Barbara Teresi, racconta la parabola umana e politica di Abdel Nasser, cresciuto in una ricca famiglia di Tunisi, leader della protesta studentesca,...
    — Rai Letteratura, 20 marzo 2017
  • Dal romanzo che nel 2015 ha vinto il più importante premio letterario per la narrativa araba, l’International Prize for Arabic Fiction, ci si potrebbe attendere una presa di posizione o perlomeno una chiave di lettura dell’opaca situazione geopolitica del Nord Africa dopo...
    — Libero Quotidiano, 18 marzo 2017
  • Manifestazioni contro il potere statale, lotta per impedire l'avanzata degli islamisti e il sogno di una Tunisia migliore e libera. Sullo sfondo, una storia d'amore tormentata fra due giovani, Abdel Nasser e Zeina. La fotografia potrebbe essere quella della rivoluzione...
    — Ansamed, 17 marzo 2017

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