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Letterature nord-africane, arabe e del Medio Oriente

Saleem Haddad

Saleem Haddad

Saleem Haddad, classe 1983, è nato in Kuwait da madre iracheno-tedesca e padre palestinese-libanese. È cresciuto in Giordania, Canada e Gran Bretagna. Per Medici Senza Frontiere ha lavorato in Yemen, Siria e Iraq. Ha collaborato con il Centro di Studi Strategici dell’Università della Giordania. Vive a Londra dove si occupa di politica, rapporti stato-società, processi di transizione e peacekeeping per conto di Safeworld, dove lavora come Conflict and Security Advisor per le aree del Medio Oriente e del Nord Africa. Ultimo giro al Guapa è il suo romanzo d’esordio.

Tutti i libri di Saleem Haddad

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Torino - Salone del Libro
12 maggio ore 12:00
Tutti i nostri eventi in programma al Salone del Libro 2016
Dopo le primavere arabe, un articolo del New York Times consiglia i 5 astri nascenti della letteratura araba. Tre sono pubblicati dalle Edizioni E/O.
Foreign Policy ha incluso nella lista l'autore del romanzo Ultimo giro al Guapa per aver rivendicato l'identità queer araba.

Ultime recensioni

  • Durante l’ultimo anno di liceo Rasa scopre POLSKASAT. È Omar che un giorno, in un sussurro eccitato al telefono, gli parla per primo di una oscura rete televisiva polacca che si può tranquillamente captare via satellite a patto di essere a conoscenza delle frequenze giuste.
    — Mangialibri, 22 marzo 2017
  • «Sono cresciuto in Medioriente e a scuola ho studiato la storia europea prima della nostra. Solo all'università ho scoperto quella del resto del mondo», dice Saleem Haddad, che vive fra Londra e la Giordania (Ultimo giro al Guapa, e/o). «L'Europa vede se stessa al centro...
    — Robinson - La Repubblica, 8 gennaio 2017
  • Dopo la strage di Orlando, in Florida, il 12 giugno, l’opinione pubblica occidentale è arrivata subito a una conclusione: l’islam è una religione omofoba – a differenza delle altre religioni, notoriamente ben disposte verso l’omosessualità – e costituisce un movente...
    — Internazionale, 28 luglio 2016
  • Con il suo romanzo d’esordio, Saleem Haddad si tuffa nella vita di Rasa, un ventenne gay che vive in un paese arabo senza nome e che deve fare i conti con la famiglia, le aspettative della società, l’amore, la brutalità della polizia, l’autoritarismo, la dignità, la...
    — Internazionale, 26 luglio 2016
  • Ultimo giro al Guapa è il racconto di una vita in bilico sul filo della liceità. Saleem Haddad narra di un giovane di nome Rasa, in una capitale mediorientale ignota, percorsa dal fremito della Primavera araba. Rasa è un attivista, un borghese. Un omosessuale che di giorno...
    — L'Indice online, 11 luglio 2016
  • Ultimo giro al Guapa è un romanzo intenso e coinvolgente sul piano emotivo, ma anche molto interessante dal punto di vista sociale e politico. L’autore trascina i lettori nel turbinio angoscioso di una storia dolorosa, che lascia però intravedere nel finale una speranza
    — Liberi di scrivere, 4 luglio 2016
  • Dopo la sparatoria nel locale gay di Orlando del 12 giugno scorso, in solidarietà alle vittime della strage, su Facebook ha iniziato a circolare l'immagine qui sopra. La didascalia recita: "Il mio pensiero va alle vittime dell'attacco omofobo di Orlando. In questa foto...
    — Vice Italia, 30 giugno 2016
  • Omosessualità e islam sono temi di stringente e spesso triste attualità. Haddad racconta cosa significa essere gay in un Paese mussulmano durante le Primavere Arabe, fra pregiudizi, libertà inaspettate e speranze spesso deluse.
    — Wired.it, 27 giugno 2016
  • Saleem Haddad racconta, attraverso la storia di un ragazzo omosessuale, Rasa, una generazione di giovani che, sebbene schiacciata tra "autoritarismo e terrorismo", non smette di lottare contro la repressione dei regimi al potere che cercano di silenziare voci e corpi dissidenti
    — Huffington Post Italia, 15 giugno 2016
  • Tanti artisti – magari eterosessua- li – hanno raccontato gli strazi di chi ha do- vuto nascondersi per tutta la vita, da Nagib Mahfuz a Saleem Haddad, da registi come Mohamed Chouikh ad Abelhak Serhane.
    — Il Foglio, 15 giugno 2016
  • «Dopo i fatti di Orlando noi della comunità Lgbt di tutti i background e tutte le religioni, dobbiamo stare insieme e condannare fermamente questi attacchi e i tentativi da parte dei politici di utilizzare questa violenza contro di noi per il proprio marchio di odio». Lo pensa...
    — Il Mattino, 14 giugno 2016
  • Saleem Haddad è nato in Kuwait in una famiglia musulmana ma anche cristiana. E spiega: «Non posso fingere che il problema non esista»
    — Corriere della Sera, 14 giugno 2016
  • Saleem Haddad intervistato da Radio Onda d'Urto
    — Radio Onda d'Urto, 31 maggio 2016
  • Avete mai provato la felicità di ritrovarvi con uno sguardo nuovo, di vedere cose mai viste prima eppure riconoscerle, come se stessero lì ad aspettare di incontrarvi per avvolgervi con il loro carico dirompente e tumultuoso di emozioni e significati? E' una felicità dolorosa...
    — Il grande colibrì, 28 maggio 2016
  • La vergogna, eib, e il suo superamento, sono il filo conduttore di “Ultimo giro al Guapa”, edizioni e/o, il libro d’esordio di Saleem Haddad, trentatreenne nato in Kuwait da madre tedesco-irachena e padre libanese-palestinese, che racconta attraverso la lente del protagonista...
    — Il Reportage, 27 maggio 2016
  • 1) Perché è scritto bene. So che dovrebbe essere il punto essenziale per veder pubblicato un libro ma, purtroppo, non è così scontato e io mi emoziono quando mi capita fra le mani un libro con questa caratteristica. 2) I personaggi sembrano reali, tutti i...
    — Cronache dalla libreria, 26 maggio 2016
  • Una mattina del 16 maggio 2003, 14 giovani uscirono da una baraccopoli vicino a Casablanca per fare una carneficina, uccidendo 45 persone e ferendone centinaia. «Sono rimasto scioccato, come i miei concittadini. Fino ad allora avevamo pensato di essere immuni dal terrorismo»...
    — Left, 23 maggio 2016
  • Il romanzo di Saleem Haddad racconta cosa significa essere gay nel mondo arabo, fra pregiudizi (non solo religiosi) e qualche speranza per il futuro
    — Wired, 20 maggio 2016
  • Avere messo insieme il tema dell'omosessualità, perlopiù negata nel mondo musulmano, le speranze e i successivi incubi della primavera araba e una storia famigliare a dir poco dolorosa testimonia se non altro quel coraggio che è sempre l'ingrediente primo dei buoni libri.
    — L'Espresso, 20 maggio 2016
  • Mentre Leïla si sente una scrittrice mediterranea, un altro giovane autore ospite al Salone, Saleem Haddad, 33 anni, si presenta come il perfetto scrittore globale. Nato da madre iracheno-tedesca e padre libano-palestinese, è cresciuto tra il Kuwait, la Giordania e Cipro, ha...
    — Reset, 19 maggio 2016

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