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Autori italiani

Paolo Teobaldi

Paolo Teobaldi

Paolo Teobaldi è nato nel 1947 a Pesaro, dove vive. Ha fatto il traduttore, il copywriter e l’insegnante d’italiano. Come narratore ha pubblicato: Scala di Giocca (Edes, Cagliari, 1984) e per le nostre Edizioni Finte. Tredici modi di sopravvivere ai morti, La discarica, Il padre dei nomi (Premio Frontino-Montefeltro 2002), La badante, finalista al premio Strega, e Il mio manicomio. I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue.

Tutti i libri di Paolo Teobaldi

Ultime recensioni

  • Al Padre dei nomi Paolo Teobaldi aveva intitolato un romanzo, pacato e acuto come lo sono tutti i suoi (e come lo sono pochi altri, nella tradizione italiana). Era la storia di un uomo che di mestiere conia nomi per i prodotti. Ma tutti i padri sono padri di nomi, e tutti i figli...
    — La Repubblica, 13 ottobre 2013
  • Il tempo in cui viene scritto è quello «dell'uomo che ride», quello che da vent'anni ha confiscato le sorti del nostro paese, ma nelle sue 187 pagine è un viaggio all'indietro nel passato, e da lì in avanti: da qui il bel profumo di nostalgia che emana Macadàm, il nuovo...
    — L'Unità, 6 settembre 2013
  • PESARO – Tanti anni fa, il professor Paolo Teobaldi ideò, con la collaborazione dell’Istituto “Genga” e dell’assessorato alla Cultura del Comune di Pesaro, gli incontri con gli scrittori. Il 19 aprile 1980, in un Teatro Sperimentale mai così gremito, gli studenti...
    — PU24.it, 1 settembre 2013
  • Con Macadàm Paolo Teobaldi continua la sua saga narrativa e antropologica sull'Italia che cambia, cominciata con Finte (sulla memoria dei morti) e sviluppata con La discarica e con Il padre dei nomi (sulla storia vissuta con gli occhi di un copywriter), attraverso La badante...
    — L'Indice, 19 luglio 2013
  • Attraverso le vicende di un cantoniere della SS n.16 Adriatica, Macadàm di Paolo Teobaldi (edizioni e/o, pp.191 €18) rivolge uno sguardo retrospettivo, tra nostalgia e commossa ironia, a un'Italia scomparsa, a un mondo popolare solido e concreto, al suo senso vivo del fare,...
    — Il Manifesto / Alias, 14 luglio 2013
  • “Da quella volta non era più stato solo: almeno sulla strada. La Nazionale infatti era piena di fratelli e di compagni, che lavoravano ogni giorno in fitta schiera sulla sua stessa tratta. Per ciascuno di loro provava un affetto sincero, che di sicuro non veniva dal sangue.
    — Monteverdelegge, 30 giugno 2013
  •   A parte Scala di Giocca (1984), Teobaldi ha pubblicato dal 1995 al 2013, cioè in 18 anni, 6 libri, tutti dalla e/o: Finte (1995), La discarica (1998) Il padre dei nomi (2002) La badante (2004) finalista al premio Strega (che come diceva Virginia Woolf, nonostante che sia...
    — Filobus66, 28 giugno 2013
  • Paolo Teobaldi racconta la vita privata di un cantoniere sulla Statale Adriatica e la storia d’Italia di cui l’asfalto è testimone. Roma, 10 giugno 2013 - Selvino Gengoni, meglio noto con il nomignolo di Macadàm, è il protagonista del romanzo di Paolo Teobaldi. Professione,...
    — Le Strade dell'Informazione, 10 giugno 2013
  • In un mondo soggiogato dalla smania del viaggio e del movimento a qualunque costo, il personaggio che si inventa lo scrittore pesarese Paolo Teobaldi va controcorrente. Si chiama Gengoni Selvino, meglio noto come Macadàm, e fa il cantoniere sulla strada statale adriatica all'altezza...
    — D / La Repubblica, 8 giugno 2013
  • Gengoni Selvino e suo padre, il fu Terenzio, detti prima l'uno e poi l'altro "Macadàm", nome distorto da Mac Adam che inventò un tipo un di pavimentazione stradale, sono entrambi cantonieri e narratori. Così Paolo Teobaldi è insegnante e narratore come «falegname e narratore»...
    — Il Resto del Carlino, 2 giugno 2013
  • Era partito con un'esperienza autobiografica Paolo Teobaldi: narrando nella Scala di Giocca (1984) l'eroicomica disavventura sarda d'un neoinsegnante pesarese. C'era tornato nel Padre dei nomi col protagonista copywriter (altra sua esperienza). Nel Mio manicomio...
    — Corriere della Sera, 15 luglio 2007
  • Paolo Teobaldi è un tipo di scrittore sempre più raro nel nostro panorama letterario. Lavora sul lessico. È un cacciatore di parole, non uno che si mette alla scrivania con il suo vocabolarietto individuale e butta giù una storia. Lo stile per lui è tutto: non gli serve...
    — l'Indice, 12 giugno 2007
  • Paolo Teobaldi è il cantore del microcosmo provinciale. E anche in Il mio manicomio fa respirare una porzione della sua terra, le Marche settentrionali, attraverso lo sguardo di Tilde Manentini, nata nel 1920, che per quarant’anni (1938-1978) lavora come infermiera...
    — Stilos, 8 maggio 2007
  • Creature un po' strane, ma non troppo. Creature che interpretano una normalità sfuggente e che si caricano di una loro esemplarità un po' sghemba. Ma solida. Ma persuasiva. Come Tiziano Rossi detto Tizio nel romanzo La discarica. Come il magistrato Pietro Carbonara nel...
    — La Stampa - Tuttolibri, 28 aprile 2007
  • Romanzo certamente ambizioso, quest'ultimo di Paolo Teobaldi, il quale dalla sua specola pesarese prova ora, dopo il successo de La badante, a ricostruire sessant'anni di storia italiana attraveso le vicende e i ricordi di Tilde, messi in scena dall'incessante monologo...
    — La Repubblica - Almanacco dei Libri, 31 marzo 2007
  • Dai tanti angoli della provincia arrivano ancora storie esemplari, racconti di un’Italia che si è più volte smarrita e altrettante volte ritrovata tra povertà, monarchia, fascismo, guerra, mezzadria, fabbrica, comunismo, democrazia cristiana, emigrazione, benessere.
    — L'Unità, 19 marzo 2007
  • Il mio manicomio (e/o, Roma, 2007) trasforma, come per uno strano maleficio anteguerra, un “giardino delle delizie” (il Parchetto dei Duchi della Rovere), luogo della convivialità e del lusso passati, in covo spettrale della detenzione. Nel bellissimo romanzo...
    — Corriere Adriatico, 17 marzo 2007
  • Cliccate qui per ascoltare l'intervista di Mariarosa Mancuso della Radio Svizzera a Paolo Teobaldi all'interno della trasmissione "Impulso Libri".
    — Rete 2 - RTSI, 16 marzo 2007
  • C'è un fiume carsico nella letteratura italiana, di personaggi di talento che dopo anni di traduzioni, di lezioni, di insegnamento, riemergono, mettendo insieme racconti e romanzi. Mettendo da parte dubbi e preoccupazioni, limando all'infinito ciascun romanzo, affastellando...
    — Il Resto del Carlino, 13 marzo 2007
  • Ci sono tanti modi di raccontare un lungo arco della storia di un paese, ma quello che ha scelto Paolo Teobaldi ne Il mio manicomio (edizioni e/o), è decisamente originale. L’autore si affida alla voce di un’infermiera, Tilde, la quale, ancora bambinetta scopre...
    — La Repubblica - Almanacco dei Libri, 3 marzo 2007

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